| ELLIS, PUNIZIONE IN VISTA? - Certamente non ha fatto una bella figura Monta Ellis che, poco tempo dopo aver firmato il ricco rinnovo contrattuale con i Warriors, si è infortunato seriamente alla caviglia sinistra a causa di un incidente a bordo di un ciclomotore. Non l'ha fatta perché quella era un'attività proibita dal contratto e per aver inizialmente mentito alla franchigia sostenendo di essersi fatto male allenandosi in un campo da basket del nativo Mississippi, per poi ritrattare pochi giorni dopo. Chris Mullin ha detto di augurarsi che quest'esperienza serva ad Ellis almeno per maturare, ma non ha voluto sbottonarsi sulla possibile punizione che lo attende: ''Non è la situazione migliore per nessuno - ha detto il g.m. di Golden State - Alcune cose sarebbero dovute andare diversamente, penso che lo capisca anche lui, ma in questo momento il ragazzo ha bisogno del nostro supporto. Ha sbagliato e dovrà assumersi le proprie responsabilità, ora però il primo pensiero è quello di rimetterlo in condizione''. L'intervento per riparare il legamento della caviglia è andato bene ma ancora non sono stati definiti con assoluta precisione i tempi di recupero e rimane il dubbio che possa non ritrovare completamente la sua velocità, dunque quantomeno una pesante multa sembra fuori discussione. Se ci sarà qualcosa di più lo sapremo tra qualche giorno quando, come annunciato dal presidente Robert Rowell, la dirigenza della franchigia si incontrerà con i rappresentanti di Ellis e al termine del colloquio rilascerà un annuncio pubblico relativo alle decisioni prese.
NEW YORK - Lo avevano già dato praticamente tutti per tagliato ma invece Stephon Marbury è ancora a bordo della nave dei Knicks che sta per salpare in vista della nuova stagione. E non solo, perché, a differenza di qualche giorno fa, sembra proprio che il presidente Donnie Walsh sia deciso a vederlo all'opera e dargli una reale possibilità di restare in squadra. Dunque, dopo le visite mediche di ieri, gli ha detto di presentarsi martedì all'inizio del training camp. Il suo futuro comunque ancora non è chiaro, il giocatore vorrebbe restare e dal front office nessuno gli ha mai detto finora che non farà parte della squadra, ma allo stesso tempo nessuno lo ha rassicurato di fronte alle continue voci fatte circolare dai media. Marbury, che in caso di taglio ha già detto di non voler rinunciare ad un solo centesimo dei 21.8 milioni previsti dal contratto - ma anche di voler dare in beneficienza lo stipendio proveniente da un'eventuale altra squadra -, si augura almeno di non diventare un peso o una distrazione per il gruppo. ''Se sono un elemento di disturbo, perché dovrei rimanere? Non può essere una questione di soldi, se credono di essere migliori senza di me - ha dichiarato -, basta che mi lascino andare e non ci saranno problemi. Altrimenti bisogna pensare solo a giocare. Comunque non dovremmo parlare di questa situazione ma di come provare a riportare i playoff al Garden''. Intanto i Knicks hanno firmato e porteranno al training camp Allan Houston che, dopo il tentativo fallito un anno fa prova ancora a rientrare in quella NBA forzatamente lasciata nel 2005, e Dan Grunfeld, figlio di Ernie, attuale presidente di Washington ed ex-giocatore e g.m. (dal 1991 al 1999) proprio di NY.
HOUSTON TIENE LANDRY - Per tutta l'estate aveva cercato invano un accordo con la dirigenza dei Rockets, ma alla fine Carl Landry per fare chiarezza sul proprio futuro ha avuto bisogno dell'intromissione di Charlotte. I Bobcats infatti, sfruttando la sua condizione di free agent con restrizione, gli hanno proposto un foglio d'offerta da 9 milioni in 3 anni, da lui subito sottoscritto. Houston però ha impiegato un solo giorno per decidere di trattenere quest'atletica ala forte uscita da Purdue dopo l'anno da sophomore. Scelto da Seattle all'inizio del secondo giro (numero 31) nel 2007, ma subito spedito in Texas, si è fatto apprezzare nella passata stagione soprattutto per una buona seconda parte di regular season finita a 8 punti e 5 rimbalzi di media con l'inserimento nel 2° quintetto di matricole. ''Siamo molto soddisfatti - ha detto il g.m. Daryl Morey - e felici di poterlo avere ancora con noi. Volevamo fargli firmare un contratto lungo già l'anno passato ma non ci siamo riusciti perché non avevamo disponibile l'eccezione di medio livello. Ce l'abbiamo fatta adesso e al training camp avremo un roster competitivo''. Il giocatore si è detto ''felice di tornare a Houston'' e sui problemi al ginocchio dell'anno passato ha dichiarato di ''essere al 100% e sentirsi meglio di prima dell'infortunio''.
GARCIA ESTENDE CON I KINGS - C'è l'accordo per l'estensione pluriennale tra Francisco Garcia e i Sacramento Kings. Il dominicano del Bronx nella passata stagione ha certamente tratto benefici dall'arrivo in panchina di Reggie Theus (già avuto a Louisville), che gli ha ritagliato un ruolo più importante rispetto a quanto fatto l'anno prima da Eric Musselman. Così ''Cisco'' è diventato una riserva di impatto, tanto da finire con 12.3 punti di media più 3.3 rimbalzi, il 46.2% dal campo e un buon 39.1% da tre, mostrando quindi i segnali di crescita attesi da un giocatore al terzo anno, che hanno convinto la dirigenza a puntare su di lui senza aspettare che diventasse free agent con restrizione l'estate prossima. Secondo quanto riportato dal Sacramento Bee si tratta di un contratto di 5 anni (l'ultimo vincolato da una ''team option'') per 29.8 milioni. ''Sono felice - ha commentato il giocatore - perché adoro la città, l'organizzazione, lo stile di gioco e i compagni. E' bello sapere che rimarrò qui ancora diversi anni, perché questa franchigia si sta muovendo nella direzione giusta. Molta gente non crede in noi perché dice che siamo troppo giovani ma penso che potremmo sorprenderli già quest'anno''.
FLASH DI MERCATO - San Antonio si è portata a casa il tiro da tre di Salim Stoudamire, 8 punti di media nei primi tre anni NBA, tutti con la maglia di Atlanta. Ed ha poi messo sotto contratto anche la sua prima scelta, George Hill. Portland ha aggiunto un altro elemento alla frontline, prendendo Shavlik Randolph, nelle ultime tre stagioni con un ruolo marginale a Philadelphia. I Lakers hanno rifirmato il centro D.J. Mbenga, che ha conquistato il posto l'anno passato dopo un paio di contratti decadali. Non è ancora stato rilasciato, ma è ormai da ritenere chiusa l'avventura di Jamaal Tinsley ai Pacers, tanto che, secondo l'Indianapolis Star, sarebbe già stata rimossa la targa col suo nome dall'armadietto degli spogliatoi.
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